CONTRATTO DI TRASPORTO INTERNAZIONALE: accettazione tacita o espressa della clausola derogativa della giurisdizione?

In Contratti, Internazionale
Cassazione civile, Sezioni Unite, sentenza n.17675 del 07/09/2016 [Leggi provvedimento]
Redatto dalla Dott.ssa Maria Beatrice Liguori

“Il consenso dei contraenti alla clausola attributiva di competenza si presume esistente se un siffatto comportamento corrisponde ad un uso vigente nel settore del commercio internazionale in cui operano le parti di cui trattasi e se queste conoscevano o avrebbero dovuto conoscere quest’uso”.

Nel 2014 la Mediterranean Shipping Company e la Rappresentante Italiana Le Navi S.p.a. proponevano regolamento preventivo di giurisdizione in relazione alla causa iniziata dal Consorzio CTM Altro mercato Soc. Coop. nei loro confronti.

Invero, il detto Consorzio aveva incardinato un giudizio innanzi al Tribunale di Genova al fine di ottenere il risarcimento del danno subito a causa del furto di una partita di caffè, da esso acquistata, che le ricorrenti erano state incaricate di trasportare dallo stabilimento di produzione situato in Nicaragua fino al Porto di Trieste.

Essendo prevista una prima tratta via terra per condurre la merce al porto di Corinto (Nicaragua) e poi, via mare, per trasportarla al porto di destinazione, lo spedizioniere di fiducia del Consorzio aveva stipulato con le convenute un c.d. contratto di trasporto multimodale come documentato dalla polizza di carico predisposta ed emessa dal vettore MSC.

Incardinato il giudizio, ciò che veniva preliminarmente eccepito dalle società convenute era la carenza di giurisdizione del giudice adito in quanto, ai sensi della clausola 10.3 della predetta polizza, qualsiasi iniziativa della parte interessata al carico e del vettore doveva essere proposta esclusivamente presso il Tribunale di Londra, con espressa esclusione di qualsiasi altro Tribunale.

Il Consorzio, a sua volta, contestava questa eccezione deducendo la non applicabilità di tale clausola al trasporto multimodale avente carattere combinato (terra-mare), ed invocando, per il caso di specie, la disciplina prevista dall’art. 23.1 (b) del Regolamento CE n. 44, contenente espressa deroga di giurisdizione per i trasporti multimodali e concludendo, infine, che qualsiasi altro tipo di interpretazione della clausola di giurisdizione avrebbe dovuto essere considerata contraria a buona fede.

La Suprema Corte, pur non negando che fosse stato stipulato un contratto multimodale, ha ritenuto, però, che la polizza di carico in questione, rientrante nel disposto dell’art. 458 cod. nav., fosse conforme ad un modello standard integrato di trasporti in ambito internazionale interamente o parzialmente effettuati via mare, in quanto disciplinante non solo il trasporto marittimo ma anche la fase immediatamente precedente, in considerazione del crescente interesse economico al rapido trasbordo della merce in container in funzione della crescente domanda di un trasporto porta a porta, coperto da un unico schema contrattuale “di trasporto integrato di merci nell’ambito delle spedizioni complete” avente la finalità di “legare il destino dei tipi di trasporto”, in linea perfetta con il superamento della distinzione tra i trasporti terrestri da un lato e i marittimi ed aerei dall’altro.

Inoltre, nei trasporti internazionali marittimi, è consolidata la prassi di stipula mediante formulari con clausola di deroga alla giurisdizione, per di più sottoscritta dal solo vettore, sottolineando il fatto che sia sufficiente il comportamento concludente dei contraenti per avallare la deroga in questione.

La Corte ha sottolineato come la clausola 10.3 stabilisca espressamente la deroga di giurisdizione nonché la sua validità ai sensi della Convenzione di Bruxelles del 1968, sulla competenza giurisdizionale, in quanto la clausola attributiva di competenza può essere stipulata nel commercio internazionale in una forma ammessa da un uso che le parti – vettore e destinatario – conoscevano o avrebbero dovuto conoscere usando l’ordinaria diligenza in relazione alla doverosità dell’informazione sulla prassi vigente e che, in tal campo, è ampiamente riconosciuto e regolarmente rispettato dalle parti di contratti dello stesso tipo nel ramo commerciale considerato.

Del resto il destinatario, nell’accettare la polizza senza riserve, nell’eseguire il contratto pagando la fattura e nell’utilizzarlo in giudizio, ha espresso il proprio consenso a tutte le clausole in esso contenute, compresa la clausola n. 10.3 come stabilito sul fronte della polizza.

In definitiva, pertanto, la Corte ha riconosciuto come nella specie del trasporto internazionale sia prassi consolidata un’accettazione tacita di deroga di giurisdizione.

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