Guida pratica: il contratto di cessione di quote societarie

In Guida Pratica
Redatto dalla  Dott.ssa Marcella Gigante

 

Quando si parla di quote, si fa riferimento alla S.r.l. (per la S.p.a. si parla di azioni). Le quote di partecipazione al capitale sociale di una S.r.l. sono liberamente trasferibili mediante un vero e proprio atto di cessione, sottoscritto dal socio uscente e dal socio entrante (a differenza della S.p.a., ove il trasferimento dell’azione avviene mediante girata, autenticata dal notaio e annotata sul certificato azionario).

Il socio può decidere di cedere la propria quota per intero o solo per una parte, salvo che ciò non sia escluso dallo statuto. La cessione può avere ad oggetto anche una quota che non sia stata interamente liberata: in tal caso, ai sensi dell’art. 2472 c.c., il socio cedente rimane obbligato in solido per i versamenti ancora dovuti per tre anni che decorrono dall’iscrizione del trasferimento nel Registro delle imprese.

Le quote societarie sono trasferibili per atto inter vivos e per successione mortis causa (art. 2469 c.c.).

Trasferimenti per atto inter vivos

Per il trasferimento delle quote per atto inter vivos, le clausole più utilizzate sono:

  • clausola di prelazione: obbliga il socio che intende trasferire la propria quota a preferire gli altri soci rispetto a terzi. Il socio cedente deve comunicare agli altri soci la volontà di cedere la quota, le condizioni di vendita e il termine entro cui la prelazione deve essere esercitata. Entro 15 giorni dalla ricezione della comunicazione, l’organo amministrativo deve darne notizia ai soci. La prelazione deve essere esercitata per l’intero oggetto della proposta di trasferimento entro 30 giorni dalla ricezione della comunicazione per l’esercizio del diritto di prelazione o, in caso contrario, il socio può cedere la quota ad un terzo potenziale acquirente;
  • clausola di gradimento: consente che la cessione della quota sia efficace nei confronti della società solo se l’acquirente abbia preventivamente ottenuto il gradimento da parte di un organo o dei soggetti indicati nello statuto. Il gradimento può essere oggettivo, ossia concesso a seguito di una valutazione basata su criteri predeterminati, o soggettivo, vale a dire rimesso al giudizio discrezionale del soggetto chiamato a pronunciarsi. In presenza di una clausola di tal genere, è previsto il diritto di recesso dei soci dissenzienti, con conseguente rimborso della quota di partecipazione al capitale sociale;
  • clausola di tag along: presuppone che il socio di maggioranza, il quale intenda cedere la propria partecipazione, ottenga l’impegno da parte di un terzo acquirente ad acquistare anche le quote detenute dal socio di minoranza, alle medesime condizioni contrattuali e al medesimo prezzo unitario accordati al socio di maggioranza. La clausola tutela il socio di minoranza, il quale avrà il diritto di decidere se alienare o meno la sua partecipazione;
  • clausola di drag along: prevede che il socio di maggioranza possa trascinare il socio di minoranza nelle negoziazioni con il terzo acquirente, forzando la vendita della partecipazione del socio di minoranza alle medesime condizioni contrattuali e al medesimo prezzo unitario accordategli dal terzo. Tale clausola è valida se prevede un meccanismo che consenta un’equa valorizzazione della partecipazione del socio di minoranza: questa condizione si sostanzierebbe nella previsione di un floor per il prezzo di vendita (che dovrebbe essere almeno pari al valore che sarebbe attribuito alla partecipazione in caso di recesso del socio).

I trasferimenti di quote societarie per atto inter vivos devono risultare da scrittura privata, con sottoscrizione autenticata da un notaio. Quest’ultimo, oltre ad autenticare l’atto di cessione, ha anche il compito di verificare la titolarità e la corretta intestazione della partecipazione ceduta, in modo tale che non vi siano dubbi sull’identità dei proprietari e sull’oggetto del trasferimento; inoltre, deve constatare che siano rispettate le eventuali clausole di prelazione o di limitazione relative al trasferimento delle quote e deve depositare, entro 30 giorni, l’atto di cessione per l’iscrizione nel Registro delle imprese nella cui circoscrizione è situata la sede della società.

I trasferimenti di quote sono validi ed efficaci tra le parti per effetto del semplice consenso, mentre nei confronti della società e dei terzi sono produttivi di effetti dal momento del deposito dell’atto di cessione presso il Registro delle imprese (art. 2470 c.c.). Il deposito presso il Registro delle imprese ha anche l’importante effetto di far prevalere, in caso di conflitto tra più acquirenti della stessa partecipazione, colui che, per primo, ottiene l’iscrizione del trasferimento nel suddetto Registro, purché in buona fede.

Non rileva più l’ormai solo eventuale iscrizione del trasferimento nel “Libro dei soci”, la cui tenuta obbligatoria nelle S.r.l. è stata abolita dalla Legge n.2 del 28/01/2009.

Trasferimenti per successione mortis causa

La quota di partecipazione al capitale sociale è trasferibile anche in caso di morte del socio. Se l’atto costitutivo non prevede diversamente, l’erede o il legatario subentrano nella società nella stessa posizione del socio defunto.

L’atto costitutivo può contenere delle clausole che disciplinano in modo alternativo la sorte della quota; le principali sono:

  • clausola di consolidazione automatica: determina un aumento della quota a favore dei soci superstiti, in proporzione alla partecipazione da ciascuno detenuta, e il diritto alla liquidazione della partecipazione medesima agli eredi del socio defunto;
  • clausola di opzione, ex art. 1331 c.c.: consente che i soci superstiti si impegnino ad acquistare la quota del socio defunto entro un determinato limite temporale e ad un prezzo da definire sulla base di criteri oggettivi;
  • clausola che prevede la possibilità di ingresso in società degli eredi, subordinata al gradimento dei soci superstiti.

Differenza tra quote e diritti particolari

Ai sensi dell’art. 2468, comma 3, c.c., l’atto costitutivo di una S.r.l. può prevedere l’attribuzione a singoli soci di diritti particolari concernenti l’amministrazione della società o la distribuzione degli utili (nella S.p.a., invece, parliamo di categorie di azioni). Salva diversa disposizione dello statuto, questi diritti possono essere modificati solo con il consenso di tutti i soci (art. 2468, comma 4, c.c.).

A differenza delle quote di partecipazione al capitale sociale, i diritti particolari, attribuiti dall’ atto costitutivo, sono collegati direttamente alla persona del socio: pertanto, in caso di alienazione della quota, non si trasferiscono automaticamente all’ acquirente.

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