CONTRATTO DI ASSICURAZIONE: LA RETICENZA DELL’ASSICURATO È CAUSA DI ANNULLAMENTO NEGOZIALE

In diritto assicurativo
Cassazione civile, sezione terza, sentenza n.416 del 11/01/2017 [Leggi provvedimento]
Redatto dall’Avv. Rita Claudia Calderini

In tema di contratto di assicurazione, la reticenza dell’assicurato è causa di annullamento negoziale quando si verifichino cumulativamente tre condizioni: a) che la dichiarazione sia inesatta o reticente; b) che la dichiarazione sia stata resa con dolo o colpa grave; c) che la reticenza sia stata determinante nella formazione del consenso dell’assicuratore; il giudizio sulla rilevanza delle dichiarazioni inesatte o sulla reticenza del contraente, implicando un apprezzamento di fatto, è riservato al giudice di merito ed è censurabile in sede di legittimità solo se non sia sorretto da una motivazione logica, coerente e completa. I suddetti accertamenti di fatto non sono censurabili nella presente sede, in quanto fondati sulla valutazione delle prove legittimamente acquisite, senza alcuna omissione nell’esame dei fatti storici rilevan­ti, e supportati da motivazione non apparente né insanabilmente contraddittoria.

Con sentenza n. 416/2017, la terza sezione della Corte di Cassazione torna a pronunciarsi sulla reticenza dell’assicurato quale causa di annullamento del contratto ex art. 1892 c.c.

Nel caso di specie, l’assicurato  propose ricorso  in primo grado nei confronti di HDI Assicurazioni S.p.A. chiedendone la condanna, in virtù di una polizza con essa stipulata, al pagamento delle rate residue di un contratto di mutuo che egli aveva contratto, per essersi verificato l’evento assicurato.

La compagnia, nel resistere, propose domanda riconvenzionale di annullamento del contratto di assicurazione, ai sensi dell’art. 1892 c.c.. In particolare, con la suddetta domanda riconvenzionale, la compagnia contestava la reticenza dell’assicurato in ordine al suo  precario stato di salute (in quanto affetto da una grave malattia cardiopatia post in­fartuale) al momento della stipulazione del contratto.

La domanda principale fu rigettata dal Tribunale di Treviso, che accolse invece la domanda riconvenzionale statuendo l’annullamento del contratto ex art. 1892 c.c.

La Corte di Appello di Venezia confermò la decisione dei giudici di primo grado, riscontrando  la reticenza dell’assicurato quale causa di annullamento del contratto di assicurazione ex art.1892 c.c.

A seguito del giudizio di secondo grado, l’assicurato ha quindi proposto ricorso per Cassazione impugnando la pronuncia per violazione e falsa applicazione dell’art. 1892 c.c., contestando l’erroneità degli accertamenti di fatto effettuati dai giudici di merito e, di conseguenza, l’annullamento del contratto.

Con la pronuncia in commento, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile adducendo l’impossibilità di censurare gli accertamenti di fatto condotti dai giudici di merito circa la rilevanza della reticenza del ricorrente.

Invero, i giudici di Piazza Cavour precisano che tali accertamenti di fatto sono riservati al giudice di merito e sono censurabili in sede di legittimità solo allorquando   non siano sorretti da una motivazione logica, coerente e completa.

La Corte, per vero, precisa che nel caso di specie  si tratta di accertamenti fondati sulla valutazione delle prove legittimamente acquisite, senza alcuna omissione nell’esame dei fatti storici rilevanti, e supportati da motivazione non apparente né insanabilmente contraddittoria.

Pertanto, una volta appurata la validità degli accertamenti di fatto, la Corte afferma che i giudici di merito hanno ragionevolmente statuito per l’annullamento del contratto assicurativo ex art. 1892 c.c.

Uniformandosi al consolidato indirizzo giurisprudenziale sul punto, la Corte afferma che l’annullamento per reticenza dell’assicurato ricorre allorquando “si verifichino cumulativamente tre condizioni: a) che la dichiarazione sia inesatta o reticente; b) che la dichiarazione sia stata resa con dolo o colpa grave; c) che la reticenza sia stata determinante nella formazione del consenso dell’assicuratore”.

Pertanto, in costanza di tali presupposti, la terza sezione della Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso e pronuncia il seguente principio di diritto: “In tema di contratto di assicurazione, la reticenza dell’assicurato è causa di annullamento negoziale quando si verifichino cumulativamente tre condizioni: a) che la dichiarazione sia inesatta o reticente; b) che la dichiarazione sia stata resa con dolo o colpa grave; c) che la reticenza sia stata determinante nella formazione del consenso dell’assicuratore; il giudizio sulla rilevanza delle dichiarazioni inesatte o sulla reticenza del contraente, implicando un apprezzamento di fatto, è riservato al giudice di merito ed è censurabile in sede di legittimità solo se non sia sorretto da una motivazione logica, coerente e completa. I suddetti accertamenti di fatto non sono censurabili nella presente sede, in quanto fondati sulla valutazione delle prove legittimamente acquisite, senza alcuna omissione nell’esame dei fatti storici rilevan­ti, e supportati da motivazione non apparente né insanabilmente contraddittoria”.

 

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