CONTRATTI BANCARI: i contratti “monofirma” prodotti in giudizio acquistano validità ex nunc

In Contratti
Tribunale di Bergamo, dott. Andrea Carli, sentenza  n. 33729 del 16/11/2016 [Leggi provvedimento]
Redatto dalla Dott.ssa Sabrina Mazzocca

Nell’ipotesi di stipula di contratti che richiedono la forma scritta “ad substantiam” ex art. 117 T.U.B., la produzione in giudizio del documento da parte del contraente che non l’ha sottoscritto è equiparabile alla sottoscrizione con effetti ex nunc.

La sentenza in commento trova la sua genesi in un contenzioso instauratosi innanzi al Tribunale di Bergamo, originato dalla contestazione, da parte di un cliente, della validità ed efficacia del contratto di conto corrente ex art. 117 T.U.B, a causa della mancata sottoscrizione da parte della banca che, tuttavia, lo aveva prodotto in giudizio.

La nullità prevista dall’art. 117 del Testo unico in materia bancaria costituisce un’ipotesi di nullità di protezione, ossia una nullità che può essere fatta valere solo dal cliente, in quanto “parte debole” del rapporto.

Il Tribunale ha aderito all’orientamento giurisprudenziale maggioritario, propugnato anche dalla giurisprudenza di legittimità, secondo cui, qualora la parte che non abbia sottoscritto il contratto lo produca ugualmente in giudizio, si realizza una forma di sottoscrizione del detto contratto, con conseguente riconoscimento di validità ex nunc.

Quanto detto non è scevro di conseguenze, dal momento che al perfezionamento del contratto si collegano effetti non privi di rilevanza.

Ci si riferisce, ovviamente, alla conseguente nullità degli addebiti a titolo di interessi ultralegali, commissioni e spese, in quanto non giustificati dalla stipulazione di un contratto valido a monte.

Il Tribunale di Bergamo, nell’aderire al filone giurisprudenziale maggioritario, ha preso le distanze da una recente sentenza della Cassazione (n.5919/2016), secondo la quale non può essere assegnata alcuna rilevanza al comportamento dei paciscenti a fronte della stipula di un contratto, per definizione legislativa, formale.

La forma di validità, infatti, ha efficacia costitutiva ex art. 1325 c.c. e, di conseguenza, stante l’insanabilità del contratto nullo, non si potrebbe riconoscere efficacia alcuna ad un mero comportamento giudiziale della parte che ha interesse all’esecuzione del contratto.

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