CONTENZIOSO TRIBUTARIO: quali sono le modalità di costituzione in giudizio del resistente?

In Fisco e contabilità
Commissione Tributaria Provinciale di Pisa, sezione seconda, sentenza n.389 del 04/11/2016 [Leggi provvedimento]
Redatto dalla Dott.ssa Maria Rosaria Todisco

La costituzione in giudizio del resistente nel contenzioso tributario può avvenire unicamente con deposito delle controdeduzioni presso la segreteria della commissione adita, così come espressamente indicato dall’art. 23, comma 2, D.Lgs. n. 546/92.

La sentenza n. 389/16 della Commissione Tributaria Provinciale di Pisa, sezione seconda, ha stabilito la massima di cui sopra in quanto chiamata a pronunciarsi sull’ammissibilità di una costituzione in giudizio, da parte del resistente, avvenuta mediante posta ordinaria.

Riguardo al processo in oggetto, la Commissione ha ritenuto che tale modalità di costituzione, adottata da Equitalia Centro Spa per eccepire la tardività del ricorso della ricorrente, non potesse ritenersi valida e che, dunque, dovesse considerarsi avvenuta al momento della comparsa del rappresentante della società all’udienza.

La costituzione del resistente è stata, quindi, ritenuta tardiva perché avvenuta oltre sessanta giorni dalla notifica del ricorso, comportando, come ritenuto dalla Commissione, la decadenza dalla facoltà di proporre eccezioni processuali e di merito non rilevabili d’ufficio (Cass. Civ. sent. n. 8962/05 e n. 2925/10).

La parte resistente, tardivamente costituitasi, conserva quindi il potere di contestazione di quanto affermato dal ricorrente, ma solo limitatamente alle eccezioni rilevabili d’ufficio; in caso contrario dovrà accettare il processo nello stato in cui si trova.

Ma perché la costituzione mediante posta ordinaria è da ritenersi non valida nel contenzioso tributario?

Si configura, in questo caso, la violazione dell’art. 23, comma 2, del D.Lgs. 546/92 il quale prevede, quale unica modalità di costituzione della parte resistente, “il deposito presso la segreteria della commissione adita del proprio fascicolo in tante copie quante sono le parti in giudizio e i documenti offerti in comunicazione”.

Il silenzio del legislatore su possibili altre modalità di costituzione del resistente non può essere interpretato come una semplice dimenticanza, ma al contrario come un’espressa scelta.

Nei casi in cui il legislatore abbia voluto, ad esempio, ammettere forme di trasmissione degli atti diverse dal deposito, lo ha specificamente precisato, così come accade nell’art. 22, comma 1 del medesimo decreto, il quale stabilisce che “il ricorrente, entro trenta giorni dalla proposizione del ricorso, a pena di inammissibilità deposita, nella segreteria della commissione tributaria adita, o trasmette a mezzo posta, in plico raccomandato senza busta con avviso di ricevimento, l’originale del ricorso”.

 

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