CONCORDATO: si qualifica in continuità aziendale in presenza di affitto d’azienda?

In Fallimentare
Corte di Appello di Firenze, sentenza n.760 del 05/04/2017 [Leggi provvedimento]
Redatto dalla Dott.ssa Susanna Trino

Un concordato preventivo non può qualificarsi in continuità aziendale per il fatto che vi sia in corso un contratto di affitto di azienda; invero tale concordato è da ravvisarsi solo se esso prevede la prosecuzione dell’attività di impresa, con conseguente assunzione del relativo rischio.  

Con pronuncia n. 760 del 5 aprile 2017, la Corte d’Appello di Firenze, accogliendo il reclamo proposto da una s.r.l. in liquidazione, revoca il decreto di inammissibilità del concordato preventivo emesso dal Tribunale di Firenze e dichiara la nullità della sentenza di liquidazione n. 135/2016 emessa dallo stesso Tribunale.

La società reclamante, impugnando la sentenza del Tribunale di Firenze, lamentava l’erronea qualificazione del concordato – fondata su mere previsioni e presunzioni – come concordato in continuità, con conseguente applicazione della disciplina di cui all’art. 186 bis L.F. e non come concordato liquidatorio puro. Detta continuità sarebbe stata erroneamente dedotta sia dall’assenza, nella proposta di concordato, di riferimenti alla cessazione dell’attività alberghiera e di ristorazione gestita in affitto dalla s.r.l. reclamante – cessazione che, tuttavia, risultava chiaramente dal contenuto e dalla ratio della proposta della reclamante –, sia dallo stesso affitto d’azienda alla s.r.l. ricorrente, già in atto al momento di presentazione della domanda di concordato.

Alla luce di quanto oggetto di reclamo, la Corte d’Appello di Firenze ha precisato che un piano di concordato non può essere definito in continuità, ex art 186 bis L.F. e, dunque, prevedere la prosecuzione dell’attività, la cessione dell’azienda in esercizio ovvero il conferimento d’azienda in esercizio in una o più società per il solo fatto che sia in corso un contratto di affitto di azienda. E ciò in considerazione del dato letterale dell’articolo di cui sopra, vista la mancata previsione dell’affitto d’azienda nella norma. Il giudici d’Appello hanno, inoltre, evidenziato che deve invece ravvisarsi l’ipotesi della continuità nel concordato solo se il piano prevede espressamente la prosecuzione dell’attività d’impresa e, in particolare, la sentenza in esame precisa che, si può parlare di continuità in quanto permanga il rischio di impresa; rischio del tutto assente nell’affitto d’azienda.

Conclusivamente, i giudici della Corte d’Appello di Firenze hanno ritenuto fondato il reclamo e, implicitamente qualificando il concordato come liquidatorio, hanno ritenuto ammissibile il concordato preventivo proposto dalla s.r.l. appellante.

 

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