CONCORDATO: dopo l’omologa l’imprenditore può partecipare a gare pubbliche?

In Fallimentare
Tribunale di Trento, sentenza del 30/01/2017 [Leggi provvedimento]
Redatto dall’Avv. Domenico Pio Donato Lorusso

L’istanza formulata dall’imprenditore, presentata ai fini dell’autorizzazione alla partecipazione a gare pubbliche o alla prosecuzione di contratti pubblici pendenti, dopo l’omologazione del concordato preventivo non risulta necessaria. Infatti con il decreto di omologa la procedura di concordato si esaurisce e, pertanto, viene meno il controllo del commissario giudiziale e l’autorizzazione del giudice delegato in essere durante le fasi della procedura antecedenti alla fase di esecuzione del concordato omologato.

Il 30 gennaio 2017 il Tribunale di Trento ha dichiarato il non luogo a procedere sull’istanza presentata dall’imprenditore, soggetto a concordato preventivo con continuità, nella quale si chiedeva l’autorizzazione a partecipare ad una procedura di affidamento di concessione ed appalti di lavori di forniture e servizi, nonché essere affidataria di subappalti e ad eseguire i contratti già stipulati.

Al momento dell’istanza, nella procedura di concordato preventivo era già stato emesso il decreto di omologa.

Nel provvedimento il Tribunale ha ribadito ciò che era stato già affermato in un precedente decreto emanato a seguito di un’analoga istanza dell’imprenditore. In particolare, il giudice ha motivato la propria decisione richiamando l’art. 110 del nuovo codice degli appalti, e ponendo l’attenzione sulla delimitazione temporale del concetto di procedura in corso.

L’art. 110, norma del recente codice appalti, disciplina una particolare ipotesi che si può verificare durante la fase esecutiva delle procedure di affidamento. Il legislatore ha voluto consentire anche alle imprese insolventi la partecipazione a gare di appalto evitando l’automatico scioglimento dei contratti pubblici a seguito della dichiarazione d’insolvenza dell’appaltatore.

Con riferimento al concordato preventivo con continuità aziendale, la norma prevede che l’impresa ammessa a questo tipo di concordato, con l’autorizzazione del giudice delegato, può partecipare a procedure di affidamento di concessioni e a gare di appalto, ma anche eseguire i contratti già stipulati in precedenza.

Manca però la determinazione del lasso temporale nel quale è necessaria l’autorizzazione del giudice delegato, perciò nella sentenza è stato necessario anche il richiamo alle norme in tema di concordato preventivo. Infatti ai sensi dell’art. 167 L.F. la vigilanza del commissario giudiziale e l’autorizzazione del giudice delegato sono previsti “durante la procedura di concordato”. Con questa espressione si intende la pendenza della procedura e, precisamente l’arco temporale che va dal decreto di ammissione fino al decreto di omologa.

Alla luce di questa considerazione, si deve ritenere che l’autorizzazione del giudice delegato per la partecipazione a procedure di affidamento sia necessaria solo se è pendente la procedura di concordato preventivo. Ciò significa che una volta emesso il decreto di omologazione l’impresa non è più soggetta alla disciplina dell’art. 167 L.F. Questa conclusione si desume anche dalle norme in tema di concordato preventivo e precisamente dall’art. 181 L.F. secondo il quale “la procedura di concordato preventivo si chiude con il decreto di omologazione”. Inoltre dopo l’omologazione e durante tutta la fase di esecuzione al giudice delegato è riconosciuta solo una funzione di vigilanza sulla corretta esecuzione del concordato.

Anche la giurisprudenza ha pacificamente individuato il decreto di omologa come momento di cessazione della procedura di concordato preventivo. E infatti già dal 2006 tutte le questioni attinenti all’esecuzione del concordato sono sottratte al potere decisionale degli organi della procedura dal momento dell’omologazione (cfr. Cass., 27 ottobre 2006, n. 23271; Cass., 18 giugno 2008, n. 16598; Cass., 14 giugno 2016, n. 12265)

È evidente, pertanto, che l’istanza presentata dall’imprenditore per farsi autorizzare alla partecipazione ad una gara di appalto o a eseguire i contratti già stipulati non sarà soggetta all’autorizzazione del giudice delegato se è già stato emesso il decreto di omologa, il quale segna la cessazione della procedura.

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