Concordato con riserva: delibera dell’organo amministrativo

In Fallimentare
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Redatto dal dott. Vincenzo Iaia

Ai fini della presentazione della domanda di concordato con riserva di cui all’art. 161, comma 6, l.fall., le formalità di cui all’art. 152 l.fall. devono essere rispettate solo al momento del successivo completamento della domanda con il deposito della proposta”.

La società in stato di crisi (OMISSIS) srl ha depositato presso il Tribunale di Napoli il ricorso per l’amissione al concordato preventivo con riserva ex art. 161 c.6 l.fall.

Questa tipologia di concordato trova la sua ragion d’essere nella garanzia di protezione dell’imprenditore da eventuali azioni esecutive durante la fase di redazione di documenti spesso particolarmente complessi che possano minare la tentata composizione della crisi in via negoziale.

Difatti, la norma consente all’imprenditore di posticipare il deposito dei documenti richiesti dall’art. 161 c. 2 e 3 l.fall. per l’ammissione a questa procedura concorsuale (entro un termine compreso tra 60 e 120 giorni, prorogabile una sola volta e per giustificato motivo per altri 60 giorni), fatta salva l’immediata presentazione della domanda di concordato unitamente ai bilanci relativi agli ultimi tre esercizi e all’elenco nominativo dei creditori con l’indicazione dei rispettivi crediti.

Il Tribunale di Napoli ha dichiarato il fallimento della società in questione ritenendo inammissibile la proposta di concordato con riserva per violazione dell’art. 152 c.2 lett. B l.fall. che prescrive per le società di capitali, ai fini della valida presentazione della domanda di concordato, la delibera degli amministratori regolarmente trascritta dal notaio presso il registro delle imprese ai sensi dell’art. 2436 c.c.

Di medesimo avviso è stata la Corte d’appello di Napoli, la quale ha rigettato il reclamo proposto avverso la dichiarazione di fallimento della società, per mancanza della delibera dell’organo amministrativo, seppur unipersonale.

La Suprema Corte di Piazza Cavour è stata sollecitata sul punto alquanto controverso che si pone nel solco del dibattito tra coloro che ritengono che sia necessaria la previa delibera degli amministratori della società già al momento della presentazione della domanda di concordato con riserva e coloro che, invece, reputano che tale deliberazione ricorra solo al momento successivo della presentazione della proposta, del piano e della documentazione di cui all’art. 161, c. 2 e 3, l.fall.

La Corte di Cassazione, con ordinanza n° 20725 del 04.09.2017, ha fatto chiarezza sul punto, accogliendo le doglianze dei ricorrenti nella parte in cui ritenevano che i giudici di merito avessero erroneamente ritenuto necessaria la previa delibera degli amministratori della società di capitali già al momento della presentazione della domanda di concordato con riserva.

Invero, l’incertezza sul punto è risolta grazie ad un’interpretazione letterale dell’art. 152, comma 2 l.fall. che richiede la deliberazione degli amministratori delle società di capitali per “la proposta e le condizioni del concordato” che vanno depositati successivamente  alla domanda di concordato, non richiedendo quest’ultima una delibera ad hoc dell’organo amministrativo.

A conferma di questo orientamento, secondo una recente decisione della Suprema Corte, “ai fini della presentazione della domanda di concordato con riserva di cui alla art. 161 c. 6 l.fall., è sufficiente che il ricorso sia sottoscritto dal difensore munito di procura, non occorrendo che sia personalmente sottoscritto anche dal debitore”, attesa “la scissione tra i due momenti, del deposito della domanda di concordato con riserva e del deposito della proposta, oltre che del piano e della documentazione, nel termine fissato dal giudice” (Cass., sez. 1, 12/1/2017, n. 598).

Ne consegue che, se la domanda di concordato con riserva può essere sottoscritta anche dal solo difensore munito di procura rilasciata dal legale rappresentante della società, le formalità prescritte dall’art. 152 l.fall., devono essere rispettate solo al momento del successivo completamento della domanda con il deposito della proposta.

 

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