Come proteggere il patrimonio familiare

In Diritto Civile
Tempo di Lettura: 3 minuti
Redatto dall’Avv. Franco Pizzabiocca

Ti è mai capitato di temere di perdere il patrimonio personale e familiare a fronte di una crisi d’impresa, professionale o familiare?

Se la risposta è sì, devi sapere che oggi esistono strumenti che ti aiutano a tutelare il patrimonio.

La crisi crescente in vari settori, da quello lavorativo/professionale a quello familiare, ha diffuso una certa urgenza nel blindare il proprio patrimonio per sé e/o i propri cari.

Tutelare il patrimonio personale e familiare è una priorità oggi più che mai! Banche, fisco e creditori di ogni tipo “attentano” quotidianamente al nostro portafogli.

Per questo motivo, è assolutamente rilevante arrivare preparati utilizzando gli strumenti che la legge dispone per la salvaguardia dei propri interessi patrimoniali familiari.

A tal scopo esistono strumenti mirati, diversi o combinati, a seconda delle finalità perseguite.

In questo articolo ti spieghiamo gli strumenti a tua disposizione, di cui parleremo in modo più dettagliato in altri articoli.

1. Fondo Patrimoniale

Il Fondo Patrimoniale è tra gli strumenti più utilizzati per la tutela del proprio patrimonio familiare.

Lo scopo è quello di consentire di soddisfare i bisogni della famiglia in merito al mantenimento, assistenza e contribuzione Può includere denaro, immobili, beni mobili, autovetture, titoli di credito, etc.

Il Fondo Patrimoniale non è aggredibile in nessun modo dai creditori personali del fondatore. Esistono solo due eccezioni:

  1. Il fondo è costituito con evidenti finalità fraudolenti;
  2. Il fondo non è finalizzato al soddisfacimento di bisogni familiari.

Cessa in caso di morte del coniuge, divorzio, annullamento del matrimonio. La proprietà dei beni del fondo spetta ad entrambi i coniugi. Le coppie di fatto non possono costituire un fondo patrimoniale.

limiti sono costituiti dallo scopo e dal fatto che solo i coniugi possono costituirlo.

2. Trust (Asset Protection Trust)

Il Trust è un istituto di matrice anglosassone che non è disciplinato da norme italiane ma direttamente dalla Convenzione dell’Aia del 1985 ex L. 364/89.

Il Trust viene costituito dal soggetto intestatario del patrimonio (settlor) che cede la proprietà dei beni ad un secondo soggetto (trustee) che ne detiene la titolarità e, nel caso, la gestione per destinare i frutti ed infine la titolarità del patrimonio al beneficiario finale, secondo il vincolo di destinazione iniziale.

Può essere prevista la figura del “guardiano” che vigila sul trustee e sul vincolo di destinazione.

In ogni caso, l’istituzione del trust non può però in alcun modo servire a evitare l’azione revocatoria e cioè l’azione che il creditore può promuovere per far dichiarare inefficaci gli atti di disposizione del patrimonio qualora il debitore abbia compiuto gli atti in questione conoscendo il pregiudizio che con ciò avrebbe arrecato alle ragioni del creditore.

3. Vincolo di destinazione

Il vincolo di destinazione consente alle persone fisiche (e quindi anche alla cd- famiglia di fatto) di vincolare un determinato bene od un gruppo di essi ad uno scopo specifico.

Tale scopo deve essere meritevole (come per es., la tutela degli interessi dei soggetti in una famiglia di fatto). Comunque l’individuazione dell’interesse meritevole è fondamentale e deve essere fatta in maniera precisa prima della costituzione, in quanto il notaio esegue solo una valutazione sulla liceità, quella sulla meritevolezza dell’interesse, nel caso, è affidata successivamente al giudice.

Il vincolo può essere costituito per tutta la durata della vita del beneficiario.

Le principali differenze rispetto al vincolo di destinazione sono le seguenti:

  1. Il vincolo di destinazione può essere costituito anche da un unico soggetto mentre nel trust, è necessaria la presenza di almeno due soggetti (settlor e trustee);
  2. All’interno del vincolo di destinazione possono essere inclusi solo beni immobili o mobili registrati (autovetture, motocicli, etc.) mentre nel trust, solitamente, qualunque bene (e dunque anche partecipazioni societarie, titoli di credito, etc.).

4. Polizze di assicurazione e fondi pensione

Nel caso in cui lo scopo fosse quello di accantonare delle somme in vista del periodo della pensione, questi strumenti risultano davvero molto utili dal momento che rendono il capitale costituito insequestrabile ed impignorabile.

Naturalmente, i mezzi per la tutela del patrimonio familiare sono numerosi, spesso molto fantasiosi ed è praticamente impossibile riuscire ad elencarli tutti. Come noto, la fantasia degli avvocati business nella costruzione di operazioni di tutela del patrimonio è quanto mai forte.

Conclusione

Ciò che conta è sapere che esistono strumenti del tutto legali per la tutela e gestione del patrimonio che consentono, da un lato, una più corretta gestione delle risorse della famiglia e, dall’altro, di proteggere da “aggressioni esterne” dei creditori (fisco, banche, creditori vari) il proprio patrimonio familiare.

La nostra squadra di avvocati è disponibile per maggiori informazioni e per fissare un appuntamento.

* * *

Questo articolo è stato pubblicata in data 5/07/2018 sul Trading Journal di Assistenza Brokers al seguente link.

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