Clausola “drag along “: quando è sufficiente la maggioranza per introdurla nello statuto sociale?

In Diritto Societario
Approfondimento sulla massima del Consiglio Notarile del Triveneto [Leggi provvedimento]
Redatto dall’Avv. Rosalinda Cristiano

Il Consiglio Notarile del Triveneto si è espresso modificando la massima I.I.25  sulla non necessità di una delibera assunta alla unanimità per introdurre, nello statuto sociale, la cosiddetta clausola drag along; ritenendo sufficiente in tal caso la sola maggioranza richiesta dalla legge.

Come noto, nella prassi è sovente l’uso di clausole di co-vendita (tag along) e di trascinamento (nella doppia versione drag along e bring along).

In particolare con la clausola tag along si disciplina l’ipotesi per cui al momento del trasferimento delle partecipazioni di alcuni soci (in genere la maggioranza) ad un terzo acquirente, ai soci di minoranza spetta il diritto di “co–vendere”, al medesimo acquirente ed alle medesime condizioni, le loro partecipazioni sociali.

Con la clausola cosiddetta bring along è invece il terzo acquirente, al momento dell’acquisto della partecipazione di maggioranza, ad avere il potere di decidere se acquistare anche la partecipazione di minoranza e, quindi, “trascinare” nell’operazione negoziale il socio di minoranza.

Infine, con la clausola di trascinamento, drag along, si disciplina l’ipotesi in cui nel caso di trasferimento delle partecipazioni di alcuni soci (in genere la maggioranza) agli stessi è attribuito il diritto di “trascinare” nell’operazione negoziale anche gli altri soci (in genere la minoranza); sorge, pertanto, in capo al socio di minoranza la soggezione o l’obbligo di vendere la propria partecipazione sociale.

Il Consiglio Notarile delle Tre Venezie aveva ritenuto tale ultima clausola legittima qualora introdotta nello statuto sociale con una delibera assunta all’unanimità dei soci. La ratio del ragionamento seguito dal consiglio si rinveniva nella necessità di tutelare la posizione del socio di minoranza ed in specie il diritto di proprietà.

A seguito del recente intervento modificativo della Massima, il Consiglio Notarile delle Tre Venezie sembra aver cambiato orientamento osservando come le clausole in oggetto possano essere introdotte secondo le maggioranze richieste per la modifica dello statuto.

Considerando l’uso sempre maggiore delle clausole di drag along nelle previsioni parasociali e negli statuti delle società coinvolte da operazioni di private equity e di venture capital le clausole di trascinamento devono essere lette anche alla luce della loro finalità. Quest’ ultima può rinvenirsi, principalmente, nella valorizzazione della consistenza economico/patrimoniale della società a cui consegue un diretto beneficio dell’ intera compagine sociale, consentendo, difatti, ai soci di realizzare le migliori condizioni di disinvestimento delle loro partecipazioni. Se è vero, infatti, che l’obbligo di trascinamento che grava in capo al socio di minoranza configura certamente una limitazione del diritto di proprietà e dell’autonomia negoziale dello stesso, dal momento che quest’ultimo sarebbe obbligato a vendere la propria partecipazione alle condizioni pattuite dal socio di maggioranza, è pur vero che in questi casi la vendita della partecipazione di minoranza  tende ad una valorizzazione della partecipazione sociale.

Partendo da tali considerazioni la massima in oggetto ha osservato che qualora la clausola di drag along sia “strutturata come l’attribuzione ai soci di maggioranza del diritto di porre termine all’investimento comune effettuato da tutti i soci…non attribuisce  ai soci di maggioranza un diritto nuovo individuale non previsto  ma si limita a prevedere una particolare modalità di liquidazione di tutti i soci (la vendita diretta della società anziché del suo contenuto) all’esito dell’esercizio di un diritto tipico già codificato: quello di deliberare a maggioranza in qualsiasi momento lo scioglimento anticipato della società, cioè il disinvestimento collettivo”. Pertanto così come la maggiora dei soci (e non la unanimità) può deliberare la liquidazione della società, così sempre la maggioranza del capitale sociale può decidere per il disinvestimento collettivo, che altro non sarebbe se non una “particolare modalità di liquidazione”.

In ogni caso, affinché una clausola di una drag along possa essere introdotta negli statuti con il voto favorevole della sola maggioranza dei soci, devono ricorrere tre condizioni:

  • che sia prevista la cessione contestuale di tutte le azioni;
  • che sia garantita a ciascuno dei soci una liquidazione della propria quota nel valore non inferiore a quello che si determinerebbe all’esito della liquidazione formale della società (quindi almeno pari a quella determinata ai sensi dell’art. 2437-ter c.c.);
  • che sia assicurata la parità di trattamento tra soci.

 

 

 

 

 

 

 

 

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