CIVILE: Validità della clausola vessatoria anche se illeggibile

In Contratti, Diritto Civile
Tempo di Lettura: 3 minuti
 Cassazione con l’ordinanza n. 3307 del 12 febbraio 2018 [Leggi l’ordinanza]
Redatto dalla dott.ssa Federica Antonacci

“In materia di contratti conclusi mediante la sottoscrizione di moduli o formulari predisposti per disciplinare in modo uniforme determinati rapporti (nella specie, utenza telefonica), la clausola con cui si stabilisce una deroga alla competenza territoriale ha natura vessatoria e deve essere, ai sensi dell’art. 1341, secondo comma, cod. civ., approvata espressamente per iscritto. Qualora la medesima risulti scarsamente o per nulla leggibile, sia perché il modello è in fotocopia sia perché i caratteri grafici sono eccessivamente piccoli, il contraente debole può esigere dalla controparte che gli venga fornito un modello contrattuale pienamente leggibile; ma, ove ciò non abbia fatto, non può lamentare in sede giudiziale di non aver rettamente compreso la portata della suddetta clausola derogatoria”.

 

Questo il principio di diritto enunciato dalla Cassazione con l’ordinanza n. 3307 del 12 febbraio 2018 in tema di clausole vessatorie nei contratti conclusi mediante la sottoscrizione di moduli o formulari.

Nel caso di specie si trattava di un regolamento di competenza relativo alla validità di una clausola vessatoria, contenuta in un contratto di telefonia, derogatoria della competenza territoriale.

Mentre il Tribunale in primo grado aveva rigettato l’eccezione di incompetenza territoriale e condannato la società telefonica, in appello la Corte territoriale accoglieva l’eccezione argomentando che, anche se nella parte in oggetto il contratto fosse scarsamente leggibile, poiché redatto con caratteri molto piccoli e particolarmente sbiadito, gravava sul contraente un obbligo di chiederne una copia leggibile o comunque un modello contrattuale identico a quello sottoscritto.

In tema di clausole vessatorie, ai sensi dell’art. 1341 cod. civ. è stabilito al primo comma che le condizioni generali di contratto predisposte da uno solo dei contraenti vincolano l’altra parte se al momento della stipulazione erano dalla stessa conosciute o conoscibili usando l’ordinaria diligenza. Il secondo comma, invece, tipizza una serie di clausole cd. “vessatorie” in quanto incidenti sulla posizione del contraente debole, stabilendo altresì che le stesse per essere considerate valide devono essere specificatamente approvate per iscritto, a tutela della parte contrattuale sulla quale gravano le stesse.

Tali clausole, in quanto vessatorie, richiedono una specifica approvazione scritta che la giurisprudenza ritiene realizzata nell’ipotesi in cui la stessa sia consistita in una sottoscrizione unica per tutte le clausole vessatorie contenute nello schema contrattuale: ciò in quanto nel momento in cui il contraente debole si accinge a sottoscrivere il contratto, è posto nella condizione di valutare attentamente il significato delle clausole che sta specificatamente approvando.

La clausola contenente una deroga al foro competente, di cui al caso in esame, è da considerarsi pacificamente vessatoria in quanto derogatoria della disciplina di cui agli artt. 6, 28 e 29 c.p.c.; la sua sottoscrizione presuppone una inequivoca e concorde volontà delle parti intenta ad escludere la competenza di altri fori.

La Cassazione nell’ordinanza in esame precisa che, se al momento della sottoscrizione delle clausole suddette e della consegna della copia del contratto il contratto risulta in tutto o in parte illeggibile, il contraente ha facoltà di esercitare il proprio diritto a richiedere una copia leggibile del suddetto contratto, idonea a renderlo edotto delle singole clausole che ha sottoscritto.

Nel caso in cui tale facoltà non venga esercitata dal contraente, lo stesso non potrà poi lamentare in sede giurisdizionale di non aver correttamente compreso la natura e la portata di tali clausole sottoscritte.

Infatti, secondo i giudici della Corte, l’eventuale illeggibilità di una clausola vessatoria non esonera il contraente debole dall’onere di vigilare affinché non vengano apposte firme “ad occhi chiusi”.

In conclusione per la Cassazione è onere del contraente che ha sottoscritto un contratto, contenente una clausola vessatoria, scarsamente leggibile, richiedere una copia del modello contrattuale che sia idonea a renderlo edotto della reale portata del contratto, non potendo, in difetto, esperire la tutela giurisdizionale per lamentare la mancata comprensione del contenuto dello stesso, nonché delle singole clausole ivi contenute.

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