CIVILE: Ricorso per Cassazione su nomina dell’amministratore di beni comune

In Diritto Civile
Corte di Cassazione, sesta sezione, Presidente, Dott. Felice Manna, sentenza n. 15548 del 2017 [Leggi la sentenza]
Redatto dalla dott.ssa Beatrice Cucinella

Con la sentenza in commento, la Cassazione Civile, sesta sezione civile, sancisce il carattere volontario del provvedimento con cui l’Autorità giudiziaria nomina un amministratore della cosa comune, enunciando il seguente principio di diritto: “il provvedimento con cui l’autorità giudiziaria nomina, ai sensi dell’art 1105, comma 4,cc, un amministratore della cosa comune, al fine di supplire all’inerzia dei partecipanti alla comunione, è un provvedimento di giurisdizione volontaria, non avente, perciò, carattere decisorio né definitivo, in quanto, piuttosto, revocabile e reclamabile a norma degli artt. 739, 742 e 742 bis c.p.c., con conseguente inammissibilità contro di esso del ricorso per cassazione ai sensi dell’art. 111, comma 7, Cost.”.

In particolare, il sig. S. ha proposto ricorso per cassazione con unico motivo avverso il decreto ex art. 1105, comma 4, c.c. pronunciato in sede di reclamo dalla Corte d’Appello di Catania. Quest’ultima, dopo che il Tribunale di Ragusa aveva dichiarato, con proprio decreto, inammissibile la domanda formulata da alcuni condomini di un fabbricato, ha invece provveduto alla nomina di un amministratore dei beni comuni al fine di eseguire i lavori di manutenzione delle parti condominiali.

La Suprema Corte, con la sentenza in commento, censura la pronuncia della Corte di Appello di Catania in quanto: “l’impugnabilità con ricorso per cassazione ex art. 111 Cost. del decreto emesso ai sensi dell’art. 1105, comma 4, c.c. residua nelle sole ipotesi, del tutto diverse da quella qui denunciata, in cui il provvedimento, travalicando i limiti previsti per la sua emanazione, abbia risolto in sede di volontaria giurisdizione una controversia su diritti soggettivi.”

Pertanto, stante quanto sopra, la Suprema Corte rigetta il ricorso e dichiara la sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del comma 1-bis dello stesso art. 13.

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