Cassazione: il rapporto tra violazione di obbligo di custodia ed il nesso di causalità.

In Condominio, Diritto Civile
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Redatto dal dott. Francesco Faiello

Colui il quale invoca la violazione di un obbligo di custodia è comunque tenuto a dimostrare il nesso di causalità tra la cosa ed il danno.

L’ordinanza num. 3305 del 12 Febbraio 2018, emanata dalla VI Sez. Civile della Corte di Cassazione, ha deciso in merito ad un ricorso presentato da chi continuava a sostenere la tesi secondo cui una caduta avvenuta in un’area di competenza di un condominio fosse addebitabile alla responsabilità dello stesso.

Nella fattispecie, il ricorrente, soccombendo in primo ed in secondo grado, deduceva due motivi. In primis, veniva rilevato che la Corte di merito avesse male considerato il rapporto tra il danno cagionato da cosa in custodia e l’onere della prova; in secundis, il ricorrente lamentava particolari violazioni dei poteri istruttori.

Gli Ermellini, per contro, dichiarando inammissibili i due motivi, hanno utilizzato il dato inconfutabile che, contrariamente a quanto sostenuto da parte ricorrente, la caduta sarebbe avvenuta su un vialetto comunicante il cancello della strada alla palazzina, quindi appena all’esterno del condominio, peraltro non bagnato ed in buone condizioni di manutenzione.

Del resto, sottolineano i giudici di Piazza Cavour, non sarebbe sufficiente per chi ricorre indicare la sola “area di competenza” per poter determinare il responsabile dell’incidente, dal momento che ” … è il caso di ricordare, poi, che, per pacifica giurisprudenza … colui il quale invoca la violazione di un obbligo di custodia è comunque tenuto a dimostrare il nesso di causalità tra la cosa ed il danno”.

Nulla quaestio, allora: la ricorrente viene condannata alla completa rifusione delle spese del giudizio, risultando, a prescindere, inqualificabile la doglianza per chiara assenza di relazione tra il fatto ed i suoi elementi scaturenti.

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