Caso Foodora, “gig economy” ed i “fattorini” in bicicletta

In Lavoro e Previdenza
Tempo di Lettura: 2 minuti
 Tribunale di Torino, sentenza 11 aprile 2018
Redatto dall’Avv. Franco Pizzabiocca

I fattorini in bicicletta di Foodora sono lavoratori autonomi e non lavoratori dipendenti.

Foodora è una nota società tedesca che fornisce, su tutto il territorio europeo, un servizio di food delivery attraverso la sponsorizzazione di oltre 9000 ristoranti in tutto il mondo.

La vicenda trae origine dalla mobilitazione dei lavoratori della compagnia avvenuta nel 2016. L’obiettivo era quello di ottenere condizioni di lavoro di maggior favore. L’effetto fu un’interruzione improvvisa dei rapporti di lavoro intercorrenti con i lavoratori “scioperanti”.

Di quì, il ricorso dei rider. Ad appoggiare la battaglia legale intentata da sei fattorini, tanti colleghi anche di altre società concorrenti e alle prese con i problemi della cosiddetta gig economy, l’economia dei lavoretti a chiamata che per molti diventa un lavoro non dissimile da uno subordinato, per quanto precario.

La tesi dei ricorrenti faceva leva sull’assunto per cui i lavoratori, pur se formalmente inquadrati come collaboratori autonomi, erano sostanzialmente dipendi dell’azienda (es. dovevano ossequiare un’obbligo di reperibilità nonché seguire le istruzioni impartite). Inoltre, tramite la geolocalizzazione, ci sarebbero stati controllo e valutazioni costanti.

Tale tesi veniva contrastata dai legali di Foodora secondo cui i rider potevano scegliere «se, quando e quanto lavorare in assoluta libertà» non essendo tenuti a garantire un’attività minima. Non c’era, quindi, il presupposto del rapporto dipendente, cioè essere a disposizione del datore e l’obbligo di rendere la prestazione.

Il Tribunale di Torino ha dato ragione ai legali di Foodora ritenendo che il rapporto di lavoro con i sei fattorini non rappresenta una forma di lavoro dipendente ma autonomo.

I motivi alla base della decisione presa dal tribunale del lavoro non sono ancora noti. Si dovrà attendere il deposito delle motivazioni, attese entro 60 giorni.

Print Friendly, PDF & Email

You may also read!

Finanziamento illecito ai partiti

Cassazione, sentenza 24158/2018 Redatto dal dott. Gabriele Marasco Il finanziamento illecito ai partiti può configurarsi tanto attraverso erogazioni di

Read More...

CONTRATTI TRA SOCIETA’ PARTECIPATE: è richiesta la forma scritta ad substantiam?

Corte di Cassazione, sentenza n.3566/2018 Redatto dalla dott.ssa Roberta Mordà La Corte di Cassazione con sentenza n. 3566/2018 ha

Read More...

Come proteggere il patrimonio familiare

Redatto dall’Avv. Franco Pizzabiocca Ti è mai capitato di temere di perdere il patrimonio personale e familiare a fronte

Read More...

Leave a reply:

Your email address will not be published.

Mobile Sliding Menu