AZIONI: Come si concretizza il trasferimento dei titoli azionari?

In Contratti, Diritto Societario
cessione d'azienda e trasferimento lavoratori
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 Cassazione Civile, Sez. I, n. 2041 del 26.01.2018 [Leggi la sentenza]
Redatto dalla dott.ssa Marcella Gigante

Nel trasferimento dei titoli azionari, l’adempimento delle formalità prescritte da tale articolo non costituisce condizione di perfezionamento dell’acquisto o della produzione dell’effetto reale traslativo della proprietà del titolo, ma attiene alla fase esecutiva, certificativa e pubblicitaria del trasferimento, incidendo soltanto sulla legittimazione del nuovo socio; quest’ultimo, pur non potendo esercitare alcun diritto sino a quando non si sia provveduto alle predette formalità, è pur sempre titolare del diritto di proprietà sul titolo.

Nel caso di specie, si è fatto riferimento ad una scrittura privata, avvenuta in data 18.04.1988, avente ad oggetto il trasferimento di titoli azionari e di quote societarie da parte di D.M.M., M., C., Ma. e P., a favore del loro fratello A., a condizione che quest’ultimo assumesse una serie di obblighi, tra cui (a) l’accollo di debiti bancari delle società di cui sono trasferite le partecipazioni, (b) la liberazione delle fideiussioni prestate alle banche dai fratelli alienanti e (c) la liberazione di alcuni beni da un’ipoteca giudiziale iscritta a favore di una delle banche. In seguito, con atto di citazione, i fratelli alienanti:

  • hanno lamentato la sussistenza di inadempimenti di A., avendo dovuto corrispondere a uno degli istituti bancari un’ingente somma per ottenere la cancellazione della summenzionata ipoteca; e
  • hanno chiesto la condanna di A. al pagamento di una somma di denaro, nonché al risarcimento del danno subito.

Il fratello A., costituendosi in giudizio, ha negato la fondatezza delle domande proposte dagli attori, in quanto non adempienti alle obbligazioni risultanti dalla scrittura privata e, a tal proposito, ha sollevato l’eccezione di inadempimento ex art. 1460 c.c.

La sentenza di primo grado del Tribunale di Salerno ha rigettato le domande proposte dagli attori; tale pronuncia, inoltre, è stata confermata anche in appello. Pertanto, il ricorso in Cassazione è stato proposto per i seguenti motivi:

  • violazione e falsa applicazione degli artt. 1376 e 2022 c.c. in riferimento al trasferimento di titoli azionari e quote societarie: la Corte non ha ritenuto che sia stato violato l’art. 1376 c.c. in quanto “la circolazione dei titoli azionari avviene secondo le norme prescritte per i titoli di credito, nel senso che il trasferimento è retto dal principio consensualistico, ossia si attua con la consegna del titolo e lo stesso, per avere piena efficacia, richiede la duplice formalità dell’annotazione del nome dell’acquirente sul titolo e sul libro soci o, in alternativa, una girata autenticata da un notaio”. Pertanto, “è necessario il consenso delle parti legittimamente manifestato”: nel caso di specie, il consenso ha riguardato cose non solo determinate nel genere, ma anche nella loro individualità. La Corte non ha ritenuto che sia stato violato neppure l’art. 2022 c.c., in quanto gli oneri formali (trasferimento delle azioni tramite girata e conseguente annotazione nel libro soci) attengono non al trasferimento del diritto, ma alla formazione della legittimazione all’esercizio diretto dei diritti sociali.
  • violazione e falsa applicazione degli artt. 132, comma 2, n. 4 e 118 disp. Att. c.p.c.: in riferimento alla revocatoria ordinaria nei confronti di alcuni atti dispositivi, posti in essere dal controricorrente, la Corte ha ritenuto che tale motivo non potesse essere accolto, in quanto “nel processo civile la sentenza, la cui motivazione si limiti a riprodurre il contenuto di un atto di parte (o di altri atti processuali) senza niente aggiungervi, non è nulla qualora le ragioni della decisione siano attribuibili all’organo giudicante e risultino in modo chiaro, univoco ed esaustivo, atteso che tale tecnica di redazione non può ritenersi sintomatica di un difetto d’imparzialità del giudice, al quale non è imposta l’originalità né dei contenuti né delle modalità espositive, tanto più che la validità degli atti processuali si pone su un piano diverso rispetto alla valutazione professionale o disciplinare del magistrato”.
  • violazione e falsa applicazione degli artt. 132 e 232 c.p.c. e 2901 c.c. in riferimento al tema della domanda di revocatoria dei ricorrenti nei confronti di alcuni atti posti in essere dal controricorrente: la Corte ha considerato errato il rigetto della domanda revocatoria, in quanto nella fattispecie concreta è assente il requisito del pregiudizio per il creditore.

Stante quanto sopra, con la sentenza in commento, la Corte ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato alla Corte di Appello di Salerno, in diversa composizione, anche per quanto concerne la decisione delle spese di giudizio.

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