ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI: legittimate ad agire nei giudizi promossi dai consumatori

In Diritto Civile
Cassazione civile, Sezioni Unite, sentenza n. 23304 del 16/11/2016 [Leggi provvedimento]
Redatto dalla Dott.ssa Maria Rosaria Todisco

L’intervento ad adiuvandum delle associazioni dei consumatori, per la tutela collettiva degli stessi diritti fondamentali riconosciuti ai privati, è ammesso anche nel giudizio promosso dal singolo consumatore.

La Suprema Corte di Cassazione Civile a Sezioni Unite è stata chiamata a pronunciarsi sulla validità della legittimazione delle associazioni di consumatori ad intervenire in un giudizio promosso da privati.

Infatti, mentre il codice del consumo prevede espressamente la possibilità per il singolo consumatore di intervenire nel giudizio iniziato dalle associazioni, l’ipotesi contraria non è disciplinata e gli orientamenti giurisprudenziali, in ordine alla natura dell’interesse all’intervento adesivo delle associazioni, non sono univoci.

La Corte di Cassazione, Prima Sezione civile, investita della questione a seguito di ricorso incidentale avverso una sentenza della Corte d’Appello di Genova, la quale rilevava un difetto di legittimazione attiva di due associazioni che avevano agito in giudizio unitamente ai privati, decideva pertanto di rimettere gli atti al Primo Presidente per la rimessione della causa a Sezioni Unite al fine di dirimere i contrasti e giungere ad un orientamento definitivo della controversia.

Le Sezioni Unite hanno sostenuto che nell’intervento ad adiuvandum non si richiede la titolarità di un diritto nei confronti delle parti originarie ma soltanto la presenza di un interesse giuridicamente rilevante ad un esito favorevole della controversia.

Pertanto, in ordine alla natura dell’interesse legittimante l’intervento adesivo ai sensi del secondo comma dell’art. 105 c.p.c., con pronuncia n. 15422 del 26 luglio 2016, le Sezioni unite hanno enunciato il principio in base al quale “l’intervento adesivo dipendente del terzo è consentito ove l’interveniente sia titolare di un rapporto giuridico connesso con quello dedotto in lite da una delle parti o da esso dipendente”.

L’interesse richiesto per la legittimazione all’intervento adesivo sarà, però, di tipo giuridico e non di mero fatto, in quanto necessario che la posizione soggettiva dell’adiuvante possa essere pregiudicata, in via diretta o indiretta, dal disconoscimento delle ragioni che l’adiuvato sostiene contro il suo avversario.

Nel caso di specie, le associazioni, a cui era stata negata dal giudice di merito la legittimazione ad intervenire, presentavano come scopo statutario diffuso quello della difesa dei diritti economici dei risparmiatori e degli utenti bancari (in tale giudizio assimilati ai consumatori), rendendo così palese la sussistenza di un loro interesse ad intervenire in giudizio con conseguente legittimazione ad agire.

Tuttavia, poiché il giudizio veniva introdotto nel 2004, prima dell’entrata in vigore del codice del consumo, la Corte ha dovuto fare riferimento alla L. n. 281 del 1998, la quale, all’art. 3, prevede che solo le associazioni dei consumatori e degli utenti inserite nell’elenco di cui all’art. 5 sono legittimate ad agire a tutela degli interessi collettivi.

La mancata allegazione dell’iscrizione, ai sensi di suddetta legge, da parte delle associazioni intervenute nel giudizio ha fatto sì che il ricorso incidentale venisse comunque rigettato.

 

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