Assicurazione obbligatoria e risarcimento diretto: litisconsorzio necessario nei confronti del danneggiante responsabile

In diritto assicurativo, Diritto Civile
Corte di Cassazione, sesta sezione civile, Presidente Dott. Raffaele Frasca , sentenza n. 21896 del 20.9.2017 [Leggi la sentenza]
Redatto dalla dott.ssa Beatrice Cucinella

Con la sentenza in commento, la Cassazione Civile, sesta sezione civile, si pronuncia sul ricorso n. 12981 del 2016 proposta da A.C. SOLUZIONI SRL contro ZURICH INSURANCE COMPANY ITD e contro F.P., avverso la sentenza n. 22917 del 2015 del Tribunale di Roma, enunciando il seguente principio di diritto: “”in materia di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile per la circolazione dei veicoli, nella procedura di risarcimento diretto di cui al D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209, art. 149, promossa dal danneggiato nei confronti del proprio assicuratore, sussiste litisconsorzio necessario, analogamente a quanto previsto dall’art. 144, comma 3, del medesimo decreto, nei confronti del danneggiante responsabile.”

In particolare, La A.C. Soluzioni s.r.l. convenne in giudizio, davanti al Giudice di pace di Ostia, la Zurich Insurance Company LTD e F.P. per ottenere, in via principale, la condanna della prima e, in via subordinata, la condanna del secondo al pagamento della somma di Euro 828, pari al credito ad essa ceduto dal F.P., nonché al rimborso di tutti costi per attività stragiudiziale, oltre al risarcimento dei danni. A sostegno della domanda espose di aver noleggiato un’auto al F.P. per il prezzo di Euro 828 e che questi, rimasto vittima di un sinistro stradale riconducibile a colpa esclusiva dell’altro conducente, le aveva ceduto a titolo di pagamento il relativo credito fino alla concorrenza della somma indicata, ed aggiunse, che il debitore ceduto non aveva pagato il dovuto. Precisò, inoltre, che, la responsabilità dell’incidente era da ricondurre in via esclusiva al conducente dell’auto che aveva urtato quella condotta dal F.P.

La pronuncia del Giudice di Pace di Ostia è stata appellata dalla società attrice e il Tribunale di Roma ha dichiarato la nullità del giudizio di primo grado, disponendo il rinvio della causa al Giudice di pace ai sensi dell’art. 354 cod. proc. civ., per mancata integrazione del contraddittorio nei confronti di un soggetto da ritenere litisconsorte necessario, in quanto secondo il Tribunale di Roma: “la domanda della società attrice si fondava sull’atto di cessione del credito dalla stessa concluso con il F.P., pertanto, il diritto che la A.C. Soluzioni chiedeva di accertare nei confronti della Zuritel s.p.a., assicuratrice del F.P., era una quota del medesimo diritto al risarcimento del danno spettante al F.P., il cui riconoscimento presupponeva l’accertamento che il sinistro fosse avvenuto per fatto e colpa del conducente dell’altro veicolo coinvolto nell’incidente stradale. Poiché nel giudizio di primo grado il responsabile del danno, cioè l’altro conducente, non era stato chiamato in causa, ne risultava che il contraddittorio non era integro e, dunque, la nullità del giudizio.”

La giurisprudenza della Corte di Cassazione ha affermato: “nella vigenza della L. 24 dicembre 1969, n. 990, che nel giudizio promosso dal danneggiato con azione diretta nei confronti dell’assicuratore del responsabile deve essere chiamato in giudizio anche il responsabile del danno. Si tratta di un orientamento che trae il proprio sicuro fondamento nella previsione dell’art. 23 della legge sopracitata, in base al quale nel giudizio promosso contro l’assicuratore, a norma dell’art. 18, comma 1, della legge stessa, deve essere chiamato anche il responsabile del danno. Nel sistema che prevede l’azione diretta del danneggiato nei confronti dell’assicuratore del responsabile del danno era logico introdurre il litisconsorzio necessario del medesimo; tale previsione, che costituisce una deroga al principio della facoltatività del litisconsorzio in materia di obbligazioni solidali, è dettata al fine di rafforzare la posizione processuale dell’assicuratore, consentendogli di opporre l’accertamento di responsabilità al proprietario del veicolo quale soggetto del rapporto assicurativo, in particolare ai fini dell’eventuale azione di rivalsa prevista dall’art. 18 della legge stessa.”

Secondo la Suprema Corte: occorre tenere presente che il sistema previsto dal D.Lgs. n. 209 del 2005 è, per certi versi, identico a quello preesistente, ed infatti l’art. 144, comma 3, di tale decreto dispone che, quando la vittima propone l’azione diretta nei confronti dell’assicuratore del responsabile, ha l’obbligo di convenire altresì, quale litisconsorte necessario, il responsabile del sinistro, identificato nel proprietario del mezzo. L’azione che la legge offre al danneggiato nei confronti del proprio assicuratore non è diversa da quella regolata dall’art. 144 e ne dà conferma in tal senso il comma 6 dell’art. 149 il quale attribuisce alla vittima la stessa azione regolata dalla norma precedente e la possibilità che l’art. 149, comma 6, conferisce all’assicuratore del responsabile di intervenire in giudizio e di estromettere l’altra impresa si collega alla posizione di accollo ex lege. La legge dice che, quando tale intervento ha luogo, la richiesta di estromissione è possibile se l’impresa interveniente riconosca la responsabilità del proprio assistito. E’ palese che tale responsabilità, per essere oggetto di riconoscimento, deve essere già oggetto di discussione nel giudizio introdotto dal danneggiato contro il proprio assicuratore e ciò è un’ulteriore indiretta conferma dell’esistenza del litisconsorzio necessario.

 L’azione diretta di cui all’art. 144 cit. presenta tre caratteristiche essenziali: l’inopponibilità delle eccezioni, il limite del massimale ed il litisconsorzio necessario. Poiché è pacifico che le prime due trovano applicazione anche nel caso di azione diretta promossa dalla vittima nei confronti del proprio assicuratore, in regime di risarcimento diretto, non si comprende perchè mai a quest’ultima azione debba negarsi l’applicabilità della terza caratteristica dell’azione diretta, ovvero il litisconsorzio necessario. Il litisconsorzio necessario rischia di appesantire la procedura ma trova un evidente bilanciamento nella necessità di evitare che il danneggiante responsabile possa affermare l’inopponibilità, nei suoi confronti, dell’accertamento giudiziale operato verso l’assicuratore del danneggiato, posto che i due assicuratori dovranno necessariamente regolare tra loro i relativi rapporti (art. 149, comma 3, cit.).”

Stante quanto sopra, la Corte di Cassazione rigetta il ricorso compensando integralmente le spese del giudizio di Cassazione.

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