ASSEGNO DI MANTENIMENTO: nessuna riduzione se il genitore affidatario del figlio ha una situazione economica agiata

In Diritto Civile
Cassazione civile, sezione sesta, ordinanza n.19052/2017 [Leggi provvedimento]
Redatto dalla Dott.ssa Giulia Tanteri

Con l’ordinanza n. 19052/2017 la Corte di Cassazione, sezione sesta, ha rigettato il ricorso con il quale un padre si opponeva alla maggiorazione dell’assegno di mantenimento per le figlie stabilita dalla Corte di Appello di Napoli, in parziale riforma della sentenza di primo grado.

Come noto, l’art. 337 ter del Codice Civile, rubricato “Provvedimenti riguardo ai figli”, dispone tra le altre che “ciascuno dei genitori provvede al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito”. La determinazione del quantum è fatta sulla base di diversi parametri, tra cui “le attuali esigenze del figlio”.

Orbene, nel caso di specie, la rideterminazione dell’assegno per le figlie maggiorenni ma non indipendenti economicamente era stata richiesta stante la circostanza che le ragazze erano studentesse universitarie fuori sede e quindi necessitavano di un maggiore contributo economico da parte dei genitori.

La Corte di appello di Napoli, con sentenza n. 1252/2016, aveva ritenuto valide le argomentazioni addotte dalla ex moglie ed aveva pertanto provveduto ad elevare l’assegno che il marito doveva corrispondere all’ex moglie per il mantenimento delle figlie.

Tale decisione è stata poi confermata dalla Suprema Corte che, aderendo ad un orientamento ormai consolidato (Cass. 18538/2016, Corte di Appello di Roma n. 3213/2015), ha ritenuto di non poter accogliere quanto chiesto dall’ex marito ricorrente, il quale aveva fondato le sue doglianze sulla presunta situazione economica agiata dell’ex moglie, lasciando intendere che tale circostanza avrebbe dovuto dar luogo ad una diminuzione del suo contributo in favore delle figlie.

Al contrario, la Cassazione ha affermato che, nel rispetto di quanto statuito dall’art. 337 ter c.c., al fine di determinare il contributo che grava su ciascun coniuge per mantenere, educare ed istruire la prole non si devono necessariamente comparare rigidamente le situazioni patrimoniali dei due ex coniugi.  In tema di mantenimento dei figli ciascuno dei genitori deve provvedere in misura proporzionale alle proprie risorse economiche e, pertanto, le maggiori potenzialità economiche del genitore affidatario o convivente col figlio concorrono a garantirgli un migliore soddisfacimento delle sue esigenze di vita, ma non comportano una proporzionale diminuzione del contributo posto a carico dell’altro genitore.

 

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