APPELLO SENZA PROCURA: inammissibile?

In Diritto Civile
Cassazione civile, sezione sesta, sentenza n.27691 del 21/11/2017 [Leggi provvedimento]
Redatto dalla Dott.ssa Martina Guadagno

“La mancanza di procura nella copia autentica dell’atto di appello non esclude l’esistenza della medesima nell’originale dell’atto inserito nel fascicolo di primo grado. I giudici d’appello, pertanto, devono disporre l’acquisizione del fascicolo di primo grado ogniqualvolta l’acquisizione consenta di verificare l’apposizione, a margine del ricorso introduttivo, della procura conferita per tutti i gradi di giudizio.”

Nel caso che occupa, la Corte d’Appello di Roma dichiarava inammissibile l’appello spiegato da Equitalia avverso la sentenza di primo grado con cui la stessa si era vista respinta la domanda di insinuazione tardiva al passivo del fallimento. Secondo quanto asserito dalla Corte territoriale, l’atto di appello risultava sprovvisto di procura, così come anche il fascicolo di primo grado e la produzione successivamente depositata.

Avverso la suddetta sentenza, Equitalia ha proposto ricorso per Cassazione, deducendo l’erroneità del provvedimento nella parte in cui ha negato la sussistenza della procura, che in realtà risultava validamente conferita per ogni stato e grado del giudizio.

In particolare, parte ricorrente ha dedotto la violazione dell’art. 347 c.p.c., per l’omessa acquisizione integrale del fascicolo di primo grado[1], nonché dell’art. 182 c.p.c., non avendo la Corte di Appello concesso alla parte un termine per produrre l’atto mancante.

Con la sentenza in commento la Suprema Corte, in accoglimento del ricorso spiegato da Equitalia, ha censurato la pronuncia della Corte di Appello di Roma, atteso che il rilievo d’ufficio dell’assenza della procura, nonchè della sua mancata produzione in giudizio, non appare giustificato alla luce della violazione dell’art. 347 c.p.c.

Invero, in base al disposto dell’art. 347, comma 3, c.p.c., all’atto della costituzione in appello “il cancelliere provvede a norma dell’art. 168 c.p.c., iscrivendo la causa a ruolo e formando il fascicolo d’ufficio, e richiede la trasmissione del fascicolo d’ufficio al cancelliere del Giudice di primo grado”.

Tale acquisizione è affidata all’apprezzamento discrezionale del giudice dell’impugnazione ed ha una funzione sussidiaria, nel senso che al mancato adempimento, ovvero al mancato provvedimento del Giudice in ordine a tale acquisizione, non consegue un vizio del procedimento di secondo grado, ne’ della relativa sentenza. Tuttavia, detta mancanza può costituire motivo di ricorso per cassazione ove si adduca che dal fascicolo del primo giudizio il Giudice avrebbe potuto o dovuto trarre elementi decisivi su uno o più punti controversi della causa, non rilevabili aliunde e specificamente indicati dalla parte interessata. (cfr. Cass. n. 3181 e n. 7237 del 2006)

La decisione in commento, pur ribadendo i suddetti principi ormai consolidati in giurisprudenza, tuttavia afferma che quando, come nella specie, “l’acquisizione consenta di verificare l’apposizione, a margine del ricorso introduttivo, della procura conferita per tutti i gradi di giudizio, i giudici d’appello devono disporre l’acquisizione del fascicolo di primo grado, non potendo la mancanza di procura nella copia autentica di tale ricorso, presente nel fascicolo di parte dell’appellante, escludere l’esistenza della medesima procura nell’originale dell’atto inserito nel fascicolo di primo grado. Nè la nullità potrebbe conseguire alla mancata produzione di una copia della procura, non sussistendo un tale onere in capo all’appellante e potendo, d’altra parte, configurarsi la nullità dell’appello solo in presenza delle omissioni tassativamente previste dall’art. 164 c.p.c., applicabile in forza del rinvio operato dall’art. 359 stesso codice.” (Cass. 24437/2007 e conf. 7237/2006, 688/2010, 10123/2011)

Il ricorso è stato dichiarato, pertanto, fondato, posto che dalla sola circostanza di omesso riscontro con l’intero fascicolo di primo grado, compresi gli atti della fase contenziosa e decisoria, è scaturita la conseguenza dell’inammissibilità dell’appello.

[1] Nel caso di specie, la procura era stata conferita già in sede di insinuazione tardiva – cui il curatore si era opposto -, mentre la Corte di Appello, nell’ordinare l’acquisizione del fascicolo formatosi avanti al tribunale, aveva preso in esame solo l’ istanza, sottoscritta dal funzionario abilitato all’insinuazione, e non anche gli atti di costituzione per la predetta fase contenziosa.

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