APPALTI: La responsabilità dell’impresa appaltatrice e ATI

In Appalti
Cassazione Civile, Sez. II, 21 settembre 2016, n. 18522 [Leggi il provvedimento]
Redatto dalla Dott.ssa Maria Rosaria Todisco

L’ambito della responsabilità, posta dall’art. 1669 c.c. a carico dell’appaltatore per rovina o difetti della costruzione, in mancanza di limitazioni legali, deve ritenersi coincidere con quello generale della responsabilità extracontrattuale e, come tale, include tutte le spese necessarie per eliminare, definitivamente e radicalmente, i difetti medesimi.

Tale principio è stato sancito dalla Corte di Cassazione, sez. II Civile, nella sent. n. 18522/2016, in definizione di una controversia avente ad oggetto la richiesta di risarcimento danni da parte di un Condominio nei confronti di una S.p.A. facente parte di una ATI.

Difatti, il Condominio, attraverso regolare contratto di appalto, affidava i lavori da apportare all’immobile ad una società per azioni facente parte di un’ATI. Tale società, a sua volta, subappaltatava una parte dei lavori da realizzare ad una società in nome collettivo.

Costatata la difformità dell’opera realizzata rispetto a quella commissionata, il Condominio conveniva in giudizio la società appaltatrice facente parte dell’ATI dinanzi al Tribunale di Venezia.

La società appaltatrice invocava la clausola di manleva a suo carico con conseguente chiamata in giudizio sia della società capogruppo dell’ATI (in quanto responsabile per l’esecuzione dell’intera opera) che della società subappaltatrice (in quanto produttrice materiale del danno).

I giudici di primo e secondo grado accoglievano il ricorso della società appaltatrice giudicando responsabile, per l’esecuzione dell’intero complesso condominiale, la società capogruppo dell’ATI.

Con la sentenza in commento, gli ermellini hanno ribadito il principio secondo cui, per valutare la responsabilità di un’impresa facente parte dell’ATI, bisogna necessariamente valutare il contributo causale di quest’ultima rispetto al danno prodotto. L’associazione temporanea di imprese, infatti, non dà vita ad un centro autonomo di responsabilità e non rileva, dunque, il legame sussistente fra le due società a cui in concreto erano stati affidati lavori e mansioni differenti.

Di conseguenza, in questo caso, si genera una forma di responsabilità extracontrattuale che non viene meno per il sol fatto che l’appaltatore sia costituito da più imprese riunite in ATI.

Per l’effetto, la Suprema Corte ha cassato la sentenza e rinviato alla Corte d’Appello di Venezia in composizione differente.

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