Ammissibile la denunzia al tribunale nelle srl munite di organo di controllo

In Diritto Societario
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Tribunale di Milano, decreto del 12 aprile 2018 [Leggi il provvedimento]
Redatto dal dott. Antonio Florio

 

Il procedimento ex art. 2409 c.c. è ammissibile nelle srl dotate di organo di controllo, in quanto l’art. 2477 c.c. (Capo VII, “Della Società a Responsabilità Limitata”) opera un rinvio alle disposizioni sul collegio sindacale previste per le società per azioni, tra le quali appunto figura il citato procedimento.

Lo ha stabilito il Tribunale di Milano, che, con decreto del 12 aprile 2018, ha riproposto un proprio indirizzo, confermando come l’art. 2477 c.c. sortisca l’effetto di attribuire il potere di denuncia anche ai sindaci nominati nelle srl.

Ciò posto, occorre precisare preliminarmente che:

  • ai sensi dell’art. 2477 co. 4 c.c., nel caso di nomina di un organo di controllo, anche monocratico, si applicano (alle srl) le disposizioni sul collegio sindacale previste per le spa;
  • l’art. 2409 c.c. (rubricato come “Denunzia al tribunale”) pone in essere un istituto giuridico che risulta enunciato esclusivamente per le spa (nel Capo V, Titolo V, Libro V del Codice Civile) e che consente un potere d’intervento dell’Autorità Giudiziaria nella vita dell’impresa – al fine di verificare la correttezza amministrativo-contabile della gestione societaria -, esplicandosi attraverso un procedimento diretto a rimuovere le irregolarità rilevate, in quanto foriere di potenziale pregiudizio alla società medesima o alle società da essa controllate.

Sul tema, inoltre, si registra un famoso intervento della Corte di Cassazione (cfr. Cass. n. 403/2010), che, con un orientamento di segno opposto, ha escluso l’attribuzione del potere di denuncia di gravi irregolarità, ex art. 2409 c.c., ai sindaci di srl, affermando che il procedimento previsto dall’art. 2409 c.c. per il controllo giudiziario della spa non è applicabile alla srl, in tal senso deponendo, oltre alla diversità dei connotati attribuiti a tale tipo di società dalla riforma organica di cui al DLgs. 17 gennaio 2003, n. 6, la formulazione letterale dell’art. 2488 c.c. (nel testo introdotto dal DLgs. n. 6 cit.) e dell’art. 92 disp. att. c.c., nonché, per le ipotesi in cui sia obbligatoria la costituzione del collegio sindacale, la genericità del rinvio alla disciplina delle società per azioni contenuto nell’art. 2477 c.c., il quale va pertanto riferito ai soli requisiti professionali ed alle cause di ineleggibilità, incompatibilità e decadenza dei sindaci previste dagli artt. 2397 e ss. c.c., conformemente all’intento manifestato dal legislatore di privatizzare il controllo societario in favore dei singoli soci.

L’impostazione seguita dal Tribunale di Milano, invece, offre una visione differente dell’estensione applicativa individuata nell’art. 2477 c.c., promuovendo, di fatto, l’importanza del presidio del collegio sindacale nelle srl di maggiori dimensioni (tali per capitale, fatturato e numero di dipendenti), nelle quali sussistono esigenze di tutela dei terzi analoghe a quelle della spa.

In tali circostanze, infatti, l’attribuzione all’organo di controllo della legittimazione a dare impulso al procedimento ex art. 2409 c.c. si pone quale necessario completamento dei poteri del collegio, soprattutto quando, a fronte di un sospetto di gravi irregolarità gestorie, non si evidenziano ulteriori prerogative che permettano di sanare siffatte circostanze.

Peraltro, con una tale argomentazione non appare rilevante il fatto che nelle srl risultino particolarmente penetranti i poteri di ispezione del socio, risultando il controllo ex art. 2409 c.c. come finalizzato a tutelare interessi diversi e più vasti rispetto a quelli tipici della compagine sociale.

Giungendo, ora, al caso in esame, i sindaci di alfa spa (poi divenuta alfa srl) azionavano il procedimento di cui all’art. 2409 c.c. nei confronti dell’amministratore unico Tizio, in virtù di una serie di doglianze che attenevano a presunte irregolarità nella gestione della società (poi nemmeno smentite dalle deduzioni di Tizio), quali, tra le altre:

  • l’omessa redazione, da parte di Tizio, della situazione contabile da porre a fondamento di una specifica operazione di ricapitalizzazione;
  • la mancata comunicazione di Tizio ai sindaci sullo sfratto esecutivo (per morosità) subìto dalla società relativamente alla sua sede.

Tizio eccepiva l’improcedibilità del ricorso affermando che:

  • a seguito dell’intervenuta trasformazione omogenea della società (da spa a srl) il collegio sindacale era da ritenersi “venuto meno”;
  • nelle srl, il ricorso alla procedura ex art. 2409 c.c. sarebbe inammissibile (cfr. la succitata Cass. n. 403/2010).

Secondo il Tribunale, tali eccezioni non erano da ritenersi fondate e, pertanto, dovevano essere rigettate. Ciò in quanto:

  • la trasformazione della società di capitali da spa a srl non determina alcun fenomeno successorio, in quanto il soggetto giuridico trasformato rimane lo stesso, sebbene diversamente regolato secondo il tipo societario di approdo (si veda l’art. 2498 c.c.);
  • l’art. 2477 co. 1 c.c. dispone che lo statuto può prevedere la nomina di un organo di controllo, anche collegiale, e, nella specie, lo statuto di alfa srl prevedeva la presenza di un organo di controllo anche collegiale, pertanto non risultava alcun motivo per ritenere che il collegio sindacale fosse “venuto meno”. Doveva, quindi, ritenersi che alfa srl fosse munita di un collegio sindacale legittimamente in carica;
  • è ammissibile per i sindaci nominati in una srl richiedere al tribunale di sottoporre la società a controllo giudiziario nel caso di gravi irregolarità poste in essere dall’amministratore.

In forza dei succitati punti e delle riscontrate irregolarità a danno della società, il Tribunale disponeva la revoca di Tizio dalla carica di amministratore di alfa srl, nonché la nomina di un amministratore giudiziario, determinandone contestualmente la durata dell’incarico e il perimetro di attività cui deputare il proprio presidio.

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